lunedì 25 luglio 2011

ASM: COME GLI STRUZZI

 ASM: ormai da qualche mese si deve registrare una faziosa presa di posizione da parte dei due corrispondenti da Taormina che scrivono su "La Sicilia" e "Gazzetta del Sud".
Le notizie riportate dai due quotidiani, vorrebbero far trasparire che uno sparuto manipolo di "pazzi", stanno cercando di distruggere una florida azienda che risponde al nome di ASM.
Non sappiamo i motivi per cui i due corrispondenti abbiano abdicato alla notoria regola dell'imparzialità del giornalista, ma una cosa è certa le cose stanno esattamente al contrario di come vengono raccontate e proprio sul tema ASM, si registra un'ulteriore, coerente, presa di posizione dell'assessore Nunzio Corvaja.“Si tratta semplicemente di una strumentalizzazione politica messa in atto dal Pd – afferma l’assessore al commercio – in quanto la mia ferma volontà è quella di operare per un rilancio di un’azienda che, negli ultimi anni, ha denotato la mancanza di un qualsiasi progetto orientato alla crescita. Il fatto è che il Pd, temendo di perdere potere politico con un’eventuale liquidazione, ha pensato di seminare il panico tra i lavoratori quando in realtà non vi è alcun motivo di preoccuparsi. Infatti – prosegue Corvaia – l’avvento di un liquidatore permetterebbe al Consiglio comunale di esaminare trimestralmente i bilanci aziendali in maniera trasparente, non costringendo più le già esangui casse comunali a dover intervenire per ripianare i debiti accumulati dall’Asm. Non dimentichiamoci, inoltre, che in base alla recente manovra finanziaria, le aziende municipalizzate che presentano un bilancio in perdita negli ultimi tre anni devono necessariamente essere liquidate”. Ma il rapporto con Passalacqua si è davvero incrinato oppure la frattura è destinata a ricomporsi? “Mi rendo conto di come il sindaco stia subendo pressioni non indifferenti – sottolinea Corvaia – ma credo che non ci saranno problemi e che tutto verrà chiarito. La mia intenzione è quella di portare a termine il mio mandato nei prossimi due anni fornendo risposte chiare ai cittadini”. 
La parola, adesso, passa al Prefetto, anche se noi riteniamo che il Prefetto, a cui riconosciamo l'autorità di governo ed un indubbia autorevolezza, non può avere il ruolo di "supervisore" dei conti di ASM, sarebbe una forzature rispetto a quelle che sono le funzioni e le prerogative prefettizie.
Ci sembra in fine che, un non auspicato intervento del Prefetto in tal senso, equivarrebbe a dichiarare il fallimento della politica locale che, in tal modo, delega per non assumersi le proprie responsabilità, una politica incapace di effettuare scelte per il bene della città e che, come gli struzzi, mette la testa sotto la sabbia.

mercoledì 13 luglio 2011

L'assessore al Commercio ribadisce che la liquidazione della Municipalizzata è necessaria

«Siamo pronti a dimostrare, con i numeri alla mano, le sofferenze economiche dell'Asm». Lo sostiene l'assessore al Commercio, Nunzio Corvaia, dopo la richiesta di azzeramento della Giunta - da parte del Pd - a seguito di quanto avvenuto in Consiglio comunale sulla liquidazione della Municipalizzata. «Non capisco questo scandalo politico - ha spiegato Corvaia - la modifica dell'art. 64 dello statuto, che prevedeva in precedenza un referendum popolare per la liquidazione, è solo un adeguamento alle normative vigenti. Per quanto riguarda la liquidazione in se stessa, questa è un passaggio importante che serve a evitare continue difficoltà. A giugno l'Asm aveva problemi a pagare gli stipendi. Nel caso in cui venga perfezionato il passaggio di cui si parla, saranno mantenuti gli attuali standard occupazionali. Sono, poi, fortemente critico sull'attuale gestione per quanto riguarda l'assunzione dei lavoratori a tempo determinato».
Insomma, mentre la seduta del Consiglio comunale, che avrebbe dovuto affrontare la messa in liquidazione vera e propria della più importante azienda cittadina è stata rinviata a data da destinarsi, l'obiettivo finale potrebbe non essere stato annullato. Lo stesso Corvaia ha affermato che il termine indicato, dalla proposta di rinvio del sindaco Mauro Passalacqua, quello che prevede un approfondimento della materia entro il 1° ottobre, può essere rispettato. Corvaia ha, però, chiesto, espressamente, la revoca dell'incarico del presidente dell'Asm, Emilio Fragale e del direttore facente funzione, Tanino Longo. Insomma, la bagarre sull'argomento sembra non essere per nulla conclusa, anzi. Nel frattempo si fa luce una proposta che arriva da Castelmola. «Visto quanto sta accadendo nella Perla - ha affermato il consigliere comunale molese, Giorgio Russo - mi farò promotore di avviare una discussione affinché i servizi siano gestiti in maniera comprensoriale. Sarebbe opportuno che attività, come la raccolta dell'immondizia e il servizio di trasporto, siano affidate a un unico organo. Numerose sono le difficoltà in questi settori che avvertono, in questi giorni, i turisti del mio paese. Si deve pensare al futuro, su questioni che riguardano paesi turistici».
L'argomento Asm è destinato a sbarcare anche nell'ambito del Consiglio comunale di Castelmola, ma potrebbe coinvolgere anche Giardini Naxos.

martedì 5 luglio 2011

Asm, nota Filt-Cgil

“Dopo anni di imbarazzante silenzio sull’Asm – scrive il segretario provinciale Pino Foti - adesso questo improvviso interessamento sul futuro della partecipata, da parte del sindaco e del consiglio comunale di Taormina, appare strano e soprattutto sospetto.
Anni di inviti, di denunce, di incontri in sede prefettizia, e di richieste di chiarimento su cosa si volesse fare di quell’azienda sono cadute inesorabilmente nel vuoto, ed adesso con una impressionante accelerazione si punta addirittura alla liquidazione, come se questa alla fine bastasse da sola a sollevare tutti dalle oggettive responsabilità, e a risolvere in un colpo solo il problema di utenti e lavoratori.
Che l’Asm sia sempre stata oggetto di scontro politico, e che si sia retta solo grazie all’impegno dei lavoratori, non è una novità. Così come non lo è il fatto che la direzione di quell’azienda abbia sempre operato con eccessiva discrezione, vanificando spesso gli sforzi del consiglio di amministrazione, a cui è invece sottoposta statutariamente per indirizzo e controllo, e dunque sabotando di fatto il raggiungimento di intese. La dissonanza tra ciò che il C.d.A. ha proposto  e quanto invece nei fatti la direzione ha disposto è stata sempre molto plateale e, nonostante sia stata per tempo puntualmente segnalata, non ha mai suscitato alcuna preoccupazione negli organi del Comune di Taormina, che in merito hanno preferito fare spallucce.
Nemmeno la minaccia della soppressione, dettata dalla legge per le aziende pubbliche dei comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, ha mai preoccupato più di tanto il palazzo comunale, così come il paventato blocco dei trasferimenti regionali a causa del permanere dell’illegittima veste giuridica di azienda speciale.
Su questi presupposti e dopo che il referendum ha fortunatamente cassato l’obbligo della partecipazione dei privati e l’espletamento delle gare, appare artificioso, e soprattutto illogico, avviare la liquidazione dell’ente strumentale senza ben prima conoscere come il legislatore regolerà la materia.
Se l’impellente necessità di disporre la liquidazione è dettata, per il consiglio comunale, dal deficit del bilancio aziendale che l’ente locale ha comunque l’obbligo di onorare per le  aziende speciali, questa soluzione è inadeguata. Intanto perché tutti i debiti, maggiorati anche da quelli derivanti dalla chiusura attività, cadranno inesorabilmente sulle spalle dei cittadini di Taormina, e poi perché senza una azienda pubblica il Comune si ritroverà a dover pagare altri soggetti per espletare quei servizi. A meno che non si pensi di pareggiare almeno per il momento i conti svendendo ai privati attività remunerative e sinora ancora fortunatamente pubbliche.
Se invece il problema è la gestione dell’azienda, come dimostra il fatto che il nuovo presidente Fragale, nonostante le buone intenzioni e le capacità, non sia stato messo in grado di operare quelle indispensabili scelte per il rilancio che pure avevano trovato d’accordo il sindacato ed i lavoratori, allora la soluzione della liquidazione è sproporzionata e basterebbe che il sindaco, con gli strumenti di cui dispone, rimuovesse immediatamente l’ostacolo esistente.
Oltretutto, prima di decidere se liquidare l’Asm, sarebbe opportuno indicare cosa viene dopo, in quale azienda transiteranno i lavoratori, dato il blocco delle assunzioni al comune, o quale altro escamotage si intende praticare per tutelare alla fine occupati e servizi.
Riteniamo comunque inaccettabile il tentativo di dividere e di spartirsi i lavoratori in questo scontro, di giocare sul dramma della paventata perdita del posto di lavoro che per quanto ci riguarda  non può, e non deve, essere messo in discussione anche perché , come tutti sanno, è legato, all’effettuazione dei servizi che sono ancora in capo al Comune di Taormina.
Non parteggiamo negli scontri politici e tantomeno condividiamo la caccia alle streghe aperta da tempo contro qualche lavoratore, ma la scelta non può essere tra la liquidazione dell’azienda oppure l’assunzione che in Asm tutto vada bene così. La soluzione per quanto ci riguarda sta invece in una azienda pubblica risanata e rilanciata, che sia concretamente ente strumentale del comune, che attraverso i propri organi ne fissi gli obiettivi ed attui il controllo sulla direzione e sulla gestione delle attività, sempre più rispondenti alle esigenze dell’utenza, e finalmente rispettosa dei diritti dei lavoratori”.

lunedì 4 luglio 2011

“nessuna imboscata, operiamo nell’interesse di Asm, dei lavoratori e della città”

Premesse,
Non le sfuggirà che ciascun consigliere comunale rappresenta l’intero comune, senza vincolo di mandato, con piena libertà di opinione, di iniziativa e di voto e con diritto di iniziativa per tutti gli atti di competenza del Consiglio,
Tra i poteri del presidente del Consiglio comunale vi è quello di rappresentanza del Consiglio e non compete allo stesso alcuna discrezionalità, i suoi provvedimenti debbono essere motivati sulla base dello Statuto e del Regolamento del Consiglio.
Ben altra cosa è quando il presidente del consiglio comunale parla da consigliere o in veste politica.
Come scriveva ieri sul CorSera F. Verderami “in politica un conto è l’autorità altra cosa l’autorevolezza”, un conto cioè è la carica che si ricopre, altra cosa è la capacità di ricoprirla.
Quanto sopra non per chiudere le premesse ma la polemica per cui in futuro quando ritiene di conoscere il mio pensiero, per quello che può contare, lo faccia in modo diretto come in passato.
La questione Asm, si pone a seguito di un ordine del giorno urgente presentato in corso di seduta consiliare da tre consiglieri comunali di maggioranza che viene approvato con una maggioranza trasversale (questioni che dal Parlamento italiano all’ultimo comune della Papuasia non creano alcuno scandalo).
Cosa prevede questo O.d.G. urgente?
“modifica dell’art. 64 dello statuto dell’Azienda Servizi Municipalizzata di Taormina (A.S.M.)”,
che nella formulazione escluda il ricorso al referendum popolare e riconsideri pure nella stesura l’evoluzione della normativa sulla procedura riguardante la:
“liquidazione dell’Azienda Servizi Municipalizzata di Taormina (A.S.M.)”.
Le proposte di cui sopra oltre che tenere conto degli indirizzi del Consiglio comunale dovranno garantire:
-     il reimpiego delle risorse, con il personale di ruolo dell’ASM, nel rispetto delle norme di legge vigenti, attraverso un modello riorganizzativo mirato verso una gestione efficace, efficiente e che contenga gli sprechi senza limitare o danneggiare i servizi offerti alla collettività e ai turisti;
-     la conseguente redditività nell’ambito delle prestazioni effettuate con riguardo alla qualità dei Servizi offerti;
-     L’ economicità per l’Ente Comunale.
Perché?
-     il Bilancio Consuntivo 2009, chiude con una rilevante perdita di esercizio di €. 3.460.794,25 che ricomprende la perdita degli anni precedenti e cioè: €. 547.460,00 per l’anno 2008 ed €. 524.617,00 per l’anno 2007;
-     con Deliberazione di Giunta Municipale n° 92 del 17/06/2010 è stato approvato uno schema di accordo e disciplina dei rapporti tra il Comune ed ASM (transazione), sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale con delibera n.74 del 24/09/2010 a cui si rimanda, soprattutto nella parte del punto n. 14 che regolamenta i patti e le condizioni, in cui è stata quantificata una spesa di €. 400.000,00 in conto “costi sociali” per il triennio 2010-2012 per complessivi €. 1.200.000,00 a carico del Comune, oltre ad una serie di compensazioni, nonché, attraverso una perizia di stima asseverata, riferita ad alcuni immobili di proprietà di ASM, con  la quale si è costituito un fondo di rivalutazione per un importo di €. 8.921.880,00, al lordo delle imposte, in parte utilizzato dall’Azienda ASM per ripianare le perdite di  €. 3.460.794,25;
-  l’intendimento di coloro che hanno approvato favorevolmente la transazione, con le rivalutazioni patrimoniali per come prospettate da ASM, era quello di far conseguire all’Azienda delle condizioni di “ favor ottimali “ tali da far conseguire un auspicato rilancio soprattutto nella azione gestionale, attraverso la redazione di un Piano industriale convincente;
-  il Consiglio Comunale, quindi, alla luce delle perdite di esercizio riportate nel bilancio consuntivo 2009 che ricomprende quelle degli anni precedenti, nel superiore interesse generale dell’Ente è necessario che formuli, per i considerata di cui sopra, precisi indirizzi strategici con riguardo anche alla proposta di scioglimento e messa in liquidazione dell’Azienda così per come previsto dall’art. 64 dello Statuto aziendale.
Questa in sintesi “l’imboscata”, così definita dalla massima carica della città.
Lei ed altri tacciono invece sulla nota di quattro pagine del 26.06.2011, prot. n. 783 a firma del presidente di Asm e del direttore generale f.f., pubblicata in violazione di legge, in home page sul sito istituzionale di Asm di Taormina, lesiva della dignità e ruolo del Consiglio Comunale di Taormina.
I termini: “saccheggiata, confinata, supponenza, rapacità, porcilaio, perversi, inconsulti, esasperati, escano allo scoperto, per dolosa o colposa distrazione, all’insegna della politica (con la p minuscola) adusa alle imboscate (come connotate dal Sindaco) intravediamo la magistratura”, non hanno suscitato nessun orgoglio taorminese, non meritano alcuna notazione, i cittadini taorminesi non devono sapere niente?
Io, nella qualità, li respingo ai firmatari.
Voglio ricordarLe inoltre che da semplice consigliere comunale ho intrapreso la battaglia Impregilo, coinvolgendo maggioranza e minoranza, la vicenda A.S.M.  di Taormina le posso assicurare è speculare.
Gli indici ROI, ROE e ROS nonché quello di efficiente produzione elaborati sui bilanci 2007, 2008 e 2009 ed allegati alle proposte di delibera possono essere letti e compresi da studenti di terza media e senza dover essere statisti.
Questi sono i fatti incontestabili che riguardano la città ed i lavoratori di A.S.M. di Taormina.
I lavoratori di A.S.M. devono sapere che liquidazione e scioglimento non vuol dire soppressione, non è il primo caso in Italia e in Sicilia.
La risposta, responsabile che salvaguardi interesse generale e lavoratori, invero, si concreta nel fatto che, in tutti questi anni, l’organo politico ed amministrativo di A.S.M. è andato sempre ben al di là del proprio ambito di competenza, tanto da annullare completamente ogni profilo gestionale dell’Azienda, non limitandosi a suggerire gli indirizzi ma imponendo il proprio ruolo senza mai permettere un’effettiva attività di programmazione.
Comunque sia, oggi, si è chiamati a compiere una scelta: la messa in liquidazione di A.S.M. di Taormina con il rilancio dell’ “Idea” Multiservices sotto altre forme.
Mi rendo e ci rendiamo conto che una liquidazione sic et simpliciter dell’Azienda Speciale potrebbe non riuscire a produrre un significativo vantaggio per l’Amministrazione Comunale ma, addirittura, rappresentare un ulteriore aggravio dei costi quanto un peggioramento della qualità del servizio ed un rischio non ponderabile occupazionale.
La scelta deve, invece, essere accompagnata da un piano industriale credibile, severo e senza ammiccamenti a favoritismi o clientelismi, da un liquidatore in grado di assumere decisioni   autonome, quantunque concertate e, soprattutto, da un serio piano di tutela dell’attuale forza lavorativa in quanto il primo dovere è quello di rifiutare qualsiasi soluzione che non tenga conto dei lavoratori che, fatto non secondario, svolgono un servizio di elevata qualità e rappresentano, quindi, una importante risorsa, umana e produttiva.
L’obiettivo di alcuni politici di Taormina, con la P maiuscola, è quello per i servizi pubblici locali, nel rispetto delle nuove norme intervenute in materia (rispetto del patto di stabilità, impossibilità per limiti di popolazione di trasformazione in S.p.A., ecc.), operare in maniera tale da consentire anche una effettiva autonomia gestionale dell’affidataria individuando figure idonee (e non semplici alter ego) in grado di creare una realtà capace di stare sul mercato e competere con quelle che già operano sul territorio, garantendo, nel contempo, obiettivi economicamente ottimali per l’Ente rappresentato e servizi adeguati alle esigenze della comunità taorminese e dei suoi ospiti.
La compagine, cui è stato affidato dai cittadini il compito di governare Taormina, è chiamata a dare contestualmente dimostrazione della capacità di assumersi le responsabilità del caso e di risolvere adeguatamente il problema, avendo presente che un confronto costruttivo, con i lavoratori di A.S.M. ed i loro rappresentanti sindacali, dopo aver  preso le distanze dal documento 26.06.2011, prot. n. 783 a firma del presidente di A.S.M. e del direttore generale f.f.,, lesivo del ruolo del Consiglio Comunale di Taormina non può fare altro che contribuire al raggiungimento di una soluzione il più possibile idonea per la tutela di tutti gli interessi in campo.
…Fere lo sol lo fango tutto ‘l giorno:
vile reman, né ‘l sol perde calore;
dis’omo alter: « Gentil per sclatta torno »;
lui semblo al fango, al sol gentil valore: …
traduzione:
Colpisce il sole il fango tutto il giorno:
vile rimane, né il sole perde calore;
dice uomo altero: « Gentile per schiatta torno »;
lui assimilo al fango, al sole gentile valore: …
e se non bastasse a quanti continuano a giocare con il pane dei lavoratori,
Qui ad Atene noi facciamo così: Un uomo che non  si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.” (La guerra del Peloponneso – Discorso di Pericle agli Ateniesi).
Con questi due stralci letterari affidati all’ immaginario del web, direttore, La saluto cordialmente.
Eugenio Raneri
(presidente del Consiglio Comunale)